L’Amore è vivo: come andare oltre l’idea di coppia

Se sei stato innamorato almeno una volta lo sai: la spontaneità è la culla dell’amore. Una forza incontenibile, che ci spinge a fare piccole follie e grandi atti di coraggio, ma che agisce al di là della nostra volontà. Non può essere compresa con la mente.

Cosa accade a questo sentimento così libero e inafferrabile quando viene a trovarsi all’interno dell’idea della coppia? Quanto la società influenza questa idea e compromette l’amore? Quanto noi stessi la compromettiamo, con le nostre aspettative e convinzioni?

In questo articolo proverò a rispondere a queste domande e ti parlerò di quanto è importante coltivare il mistero in una relazione…

 

Come Amore e Psiche

Nella famosa fiaba di Apuleio, Psiche, una fanciulla dalla bellezza pari a quella di Afrodite, incanta anche lo stesso Eros che sbaglia a tirare una freccia e si innamora di lei. Il dio allora la porta nel suo castello dove ogni notte si unisce a lei, in un’estasi che la ragazza non ha mai conosciuto. Le sue sorelle, però, invidiose, insinuano nei suoi pensieri un tarlo: e se il suo amante fosse una creatura mostruosa? Psiche non può saperlo, perché non l’ha mai visto in volto.

Le sorelle di Psiche sono un po’ come la mente che, con i suoi dubbi, con le idee che si è fatta sul mondo e la voglia di spiegare ogni cosa, tenta di distruggere l’amore. Perché lo fa? Forse perché l’amore apre le porte dell’ignoto e la mente non può controllarlo…

Una notte Psiche avvicina una lampada al volto di Eros… per scoprire che il suo amante è un giovane bellissimo, lo stesso dio dell’amore! Ma inavvertitamente una goccia d’olio bollente cade sul suo viso; lui si sveglia e, vista smascherata la sua vera identità, scappa via, abbandonandola. 

Psiche allora è sottoposta a difficili prove per recuperare l’amore di Eros, ma qual è il senso di questa storia?

A mio avviso ci insegna quanto sia importante il mistero dell’Amore: qualcosa che esiste e accade quando non ce l’aspettiamo e rimane finché abbiamo fiducia e non cerchiamo di spiegarlo con la ragione.

 

 L’amore è vivo oltre l’idea di coppia

Quando stiamo con qualcuno dovremmo sempre ricordare che quella persona è un Mistero. Potremmo illuderci di conoscerla bene, di essere in grado di renderla felice, che lei, o lui, siano tutto ciò che ci appare, eppure non dovremmo dimenticare che resta sempre una parte a noi celata… ed è un bene! Poiché definire un essere in continuo divenire è assurdo e limitante.

Noi di fatto non sappiamo com’è fatta nel profondo l’altra persona e dovremmo sempre essere disposti a scoprirne cose nuove.

Ma cosa accade di solito nelle relazioni? La novità ci spaventa, l’ignoto è per noi un limite: non possiamo controllarlo.

Allora, più o meno tacitamente, ci rifugiamo dentro dei ruoli per creare un equilibrio, perché abbiamo scelto cosa ci piace del nostro partner, cosa ci fa stare bene, e anche lui ha fatto lo stesso.

Lei non deve parlare con quel suo vecchio amico, lui non deve uscire da solo oltre la mezzanotte, il sabato sera si passa insieme, la domenica con gli amici, lei va accontentata, lui non contraddetto

Ogni coppia ha le sue piccole e grandi regole, sancite più o meno tacitamente da entrambi. Alcuni sono dei veri e propri accordi presi con l’altro, altri dei semplici atteggiamenti inconsci in cui cadiamo – e ci areniamo – pur di non perdere l’altra persona.

Sappiamo che dentro questi atteggiamenti, in questo scambio d’attenzioni più o meno spontanee, all’interno di certe regole, la storia regge, la coppia esiste.

… E col tempo finiamo per credere che sia tutto lì.

 E’ questo il limite. Non gli accordi in sé.

Ma chi sei tu fuori dalla premura che hai di cucinare per lui? Chi sei tu oltre l’istinto di protezione e la gelosia verso di lei?

Per tenere vivo l’amore occorre ricordarsi spesso di essere Anime uniche e complete e che ogni anima ha il suo mistero. Qualcosa che va oltre i ruoli. Oltre l’idea che tu hai dell’amore, oltre l’idea che tutti quelli che conosci ti hanno trasmesso sulla coppia.

Un mistero che è bene accettare e considerare come un dono. Proprio come il dio Amore per Psiche!

Di solito vediamo, e sentiamo, ciò che vogliamo vedere e sentire, perché siamo forgiati dalle nostre percezioni, da quello che da bambini ci ha condizionato.
E invece la più bella domanda da porsi è “Sono in grado di cadere in questo mistero e come un seme portare piante, far crescere frutti? Sono in grado di affidarmi all’amore e stare fermo nell’ignoto?”.

Amare non è ricoprire l’altro dei nostri pensieri e convinzioni. Amare è sempre scoperta e libertà. Amare è più grande di noi: ci prende e ci cammina dentro.

 

Tornare a essere SINGOLO

Ne sono consapevole: spesso è davvero difficile districarsi tra gli impegni della vita quotidiana, i problemi, i nostri sogni e bisogni emotivi e intanto cercare di guardare alla nostra relazione con la mente limpida, imparare a sentirla col cuore leggero.

Eppure farlo è un passo fondamentale per la nostra crescita e per chi abbiamo accanto.

Per evitare di cadere nelle abitudini, oppure nelle recriminazioni, può essere utile tornare a considerarsi come singolo. Come ci spiega Erica Francesca Poli nel suo libro Anatomia della Coppia.

“Singolo: dal latino singulus. La sua radice fondamentale viene da sin-e, a indicare una condizione in cui siamo senza. Sin-e conduce al sanscrito sa, sa-m: unità, insieme. E ancora, al sanscrito sa-krt: una volta, allo slavo antico sa-logu: coniuge, colui che giace insieme, e al latino simplex: semplice.” 

Allora chi è singolo è senza, è uno e una volta, è insieme e coniuge, è semplice. Senza aspettative, senza recriminazioni, senza pensieri inutili. Chi è singolo è se stesso, segue la propria natura, senza sforzarsi. E così è l’amore: spontaneo, naturale.

“Per poter amare ed essere amato non devi essere risolto, devi piuttosto ESSERE TE, perché quando ami qualcuno la cosa migliore che puoi offrirgli è la tua totale presenza.
Quell’essere-senza che abita la parola singolo è uno stato potente della coscienza ed è il prodromo dell’autentica felicità.
Essere-senza non è distacco, neppure mancanza.
Essere- senza è fare il vuoto dentro di noi. Divento singolo quando faccio il vuoto nello spazio interiore, lo ripulisco dall’affollamento di pensieri, dalle aspettative mie e degli altri su di me, dai confronti con ciò che ho e ciò che non ho, con ciò che voglio e ciò che non voglio.
Quando faccio il vuoto allora divento singolo perché posso fare la cosa più semplice: VIVERE SECONDO LA MIA NATURA. Così permetto alla vita di sgorgare, di fluire in me.
Quando siamo senza, siamo immediatamente con“.

 

Anatomia della Coppia di Erica Francesca Poli
Ordinalo sul Giardino dei Libri

 

E questo essere-senza vale anche per chi non è in coppia! Conosco tante persone che allontanano l’amore perché non è come loro l’hanno immaginato, o pensato. Perché non corrisponde alle loro idee.

Ma vuoi stare con qualcuno o con le tue idee? 

Lascio aperta questa domanda, per chiudere l’articolo con un punto molto importante per mantenere vivo l’amore…

 

Dare meno importanza alla relazione

A volte la cosa migliore è far perdere di importanza i nostri pensieri e le nostre emozioni. Troppo spesso dentro di noi si creano circoli viziosi da cui è davvero difficile venire fuori:

Evento inaspettato/litigio – delusione/dolore – pensieri sul dolore – paura che capiti di nuovo 

Troppo spesso ci si nasconde nelle relazioni, si usa il partner per fuggire dal più grande dono e responsabilità che abbiamo in questa vita: realizzare pienamente noi stessi.

Dare meno importanza alla relazione e più alla propria missione, in questo senso, non è egoismo, né menefreghismo, ma è un dovere verso la vita, verso quell’essere-senza.

Se siamo allineati con la nostra missione, con la nostra vera essenza, siamo più felici e chi abbiamo accanto lo sente. Non ci aggrappiamo a lui o lei e, anzi, possiamo essere un esempio positivo per l’altra persona, affinché anche lei splenda ed esprima se stessa al meglio.

E se chi abbiamo accanto non capisce l’esigenza di dedicarci alla nostra realizzazione interiore ed esteriore?

Lasciamolo andare. La vita ci porta sempre le persone giuste e in risonanza con noi, soprattutto se stiamo cercando di seguire il sogno della nostra Anima. Anche stare male con qualcuno, e per qualcuno, è un modo di nascondersi, di perdere la propria energia personale anziché dedicarla a progetti luminosi per noi stessi e per la vita in generale.

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Io mi chiamo Vanna Ivone e faccio la scrittrice, mi interesso di tematiche evolutive e sciamanesimo (leggi di più qui: Chi sono). Se vuoi scoprire qualcosa sui miei romanzi puoi sbirciare sul sito, oppure seguirmi su facebook:

 

Un sorriso, 

Vanna

 

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