Mangia Prega Ama, la filosofia di Liz Gilbert

Elizabeth Gilbert è nata nel Connecticut il 18 Luglio del 1969. Laureata alla New York University in scienze politiche è giornalista e autrice di racconti, romanzi e biografie. Dopo il successo internazionale di Mangia Prega Ama – bestseller da 10 milioni di copie tradotto in 30 lingue – nel 2008 è stata inserita da “Time Magazine” nella classifica delle 100 persone più influenti al mondo. Mangia Prega Ama è rimasto nella classifica dei libri più venduti stilata dal The New York Times per 187 settimane. Dal libro è stato tratto l’omonimo film con Julia Roberts e diretto da Ryan Murphy, ed un sequel intitolato Giuro Che Non Mi Sposo e pubblicato nel 2010. L’ultima sua opera è Il Cuore Di Tutte Le Cose.

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La prima edizione italiana di Mangia Prega Ama è del 2007, Rizzoli.

Il romanzo è la storia personale di Elizabeth, donna di trentuno anni, sposata da sei, con la carriera di scrittrice e giornalista avviata, che si ritrova sull’orlo di una crisi esistenziale. All’inizio del libro, infatti, Liz si rende conto di non volere più fare la moglie, di non desiderare dei figli e di non voler vivere nella sua grande casa a New York.

Finché la prospettiva di avere un bambino non mi renderà felice almeno quanto quella di andare in Nuova Zelanda a scrivere un articolo sul calamaro gigante, non potrò diventare madre.”

Così Liz si ritrova a piangere sul pavimento del bagno e, per la prima volta, prega Dio di dirle cosa fare. “Torna a letto Liz,” è la risposta che proviene dall’interno della sua coscienza, allora inizia ad ascoltarsi.
Consapevole dell’inconsistenza della sua relazione, chiede il divorzio e ne attraversa tutti i traumi e le preoccupazioni. Intanto incontra David, un poeta yogi ribelle, e vive con lui un’esclusiva storia d’amore, almeno per i primi mesi.
Liz è in depressione per la difficile separazione dal marito: per lei rappresenta un grande fallimento. Innamorata dell’amore, diventa molto attaccata a David che si ritrae, bisognoso dei suoi spazi.
E’ a questo punto che decide di fare le valige: ha inizio il suo viaggio, simile quasi ad un percorso iniziatico, alla riscoperta della Donna che ha dentro e della gioia di vivere. Per la legge del tre, Liz trascorre qualche mese in Italia, poi in India e, infine, a Bali.
In Italia ricerca il piacere della cultura e del buon cibo, conosce nuovi amici e smette di assumere antidepressivi.

Guardo il Mausoleo e penso che forse, dopotutto, la mia vita non è caotica come sembra. E’ il mondo che è caotico e ci costringe a continui, inattesi cambiamenti. Il Mausoleo mi ammonisce a non restare ancorata alla vecchia idea di me. Posso essere stata, in passato, per qualcuno, una meravigliosa opera d’arte e trasformarmi domani in un deposito di fuochi artificiali. Anche nella Città Eterna, dice nel suo silenzio il Mausoleo di Augusto, bisogna essere preparati ad affrontare violente, infinite ondate di trasformazione.”

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“Penso che la stessa cosa che ha aiutato generazioni di siciliani a mantenere intatta la propria dignità abbia aiutato me a recuperare la mia – e cioè l’idea che saper apprezzare il piacere sia ciò che ci tiene ancorati alla nostra umanità. (…)
Sono arrivata in Italia con i lineamenti tirati, sofferente e dimagrita. Non sapevo ancora a che cosa potevo aspirare. Forse non lo so neanche adesso, ma so che – attraverso il godimento di piaceri innocenti – ho riscattato la persona che ero diventata negli ultimi tempi, dandole una maggiore integrità dello spirito. Il modo più semplice e, in fondo, più umano per dirlo è che ho preso peso. Esisto. Più di quanto non esistessi quattro mesi fa. Dopo quattro mesi lascio l’Italia, e ho cambiato consistenza. Parto con la speranza che l’espandersi di una persona – l’estendersi dei suoi confini – abbia un valore mondo. Anche se questa persona, questa volta, non è altri che me.”

In India Liz passa del tempo in un ashram  alla ricerca della devozione. All’inizio incontra delle difficoltà: non riesce a tenere a freno la sua mente, né a stare nel presente e a concentrarsi sulla meditazione. Ma grazie ad un nuovo amico, Richard il texano, lascia andare il senso di colpa e si avvicina alla pace con se stessa.

“La meditazione rappresenta sia l’ancora che le ali dello yoga. La meditazione è la via. C’è una differenza tra meditazione e preghiera, anche se ambedue cercano la comunione con il divino. Ho sentito dire che la preghiera è l’atto di parlare con Dio, mentre la meditazione è l’atto di ascoltare. Provate allora a indovinare quale delle due mi riesca meglio. Posso andare avanti a chiacchierare con Dio di tutti i miei sentimenti e i miei problemi per un’intera giornata, ma quando viene il momento di rimanere in silenzio e ascoltare … allora è un’altra storia.”

“Dopo la mia ultima conversazione con Richard il texano, però, sono decisa a tentare un nuovo approccio. Mi siedo a meditare e dico alla mia mente: <<Capisco che tu sia spaventata. Ma non sto cercando di annientarti, davvero. Desidero solo darti un posto dove riposare. Ti voglio bene.>>
L’altro giorno un monaco mi ha detto: <<Il posto dove la mente riposa è il cuore.>>”

L’esperienza mistica e il lavoro su di sé che Liz compie in India la portano ad una vera e propria rinascita. In seguito si reca a Bali. Qui, due anni prima, aveva conosciuto uno sciamano: Ketut Liyer. L’uomo le insegna una nuova meditazione, quella che consiste nel sorridere “anche con il fegato” e a comunicare con i suoi quattro fratelli.
A Bali ogni abitante è inserito in una maglia di parentele e classi sociali. Quando incontrano qualcuno per strada i balinesi gli domandano da dove viene e dove sta andando: devono inserirlo mentalmente nella griglia. Mentre Liz si concentra sulla ricerca dell’equilibrio e aiuta una giovane madre divorziata a comprare una casa, incontra Felipe, un cinquantenne divorziato di origine brasiliana.

“Io non sono stata salvata da un principe, sono stata io stessa l’artefice del mio salvataggio.”

“E’ l’albero della quercia, dicono i buddhisti zen, che crea la ghianda dalla quale nascerà.”

Mangia Prega Ama è un romanzo scorrevole, piacevole e illuminante. Arricchisce l’anima e fa venir voglia di viaggiare e prendere in mano le redini della propria vita.

Vanna Ivone

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